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venerdì 17 marzo 2023

Lettera di Sant'Agostino all'uomo per amare una donna

 

Giovane amico, se ami questo è il miracolo della vita.
Entra nel sogno con occhi aperti e vivilo con amore fermo.
Il sogno non vissuto è una stella da lasciare in cielo.
Ama la tua donna senza chiedere altro all’infuori dell’eterna domanda
che fa vivere di nostalgia i vecchi cuori.
Ma ricordati che più ti amerà e meno te lo saprà dire.
Guardala negli occhi affinché le dita si vincolino
con il disperato desiderio di unirsi ancora; e le mani e gli occhi
dicano le sicure promesse del vostro domani.
Ma ricorda ancora, che se i corpi si riflettono negli occhi,
le anime si vedono nelle sventure.
Non sentirti umiliato nel riconoscere una sua qualità che non possiedi.
Non crederti superiore poiché solo la vita dirà la vostra diversa sventura.
Non imporre la tua volontà a parole, ma soltanto con l’esempio.
Questa sposa, tua compagna di quell’ignoto cammino che è la vita,
amala e difendila, poiché domani ti potrà essere di rifugio.
E sii sincero giovane amico,
se l’amore sarà forte ogni destino vi farà sorridere.
Amala come il sole che invochi al mattino.
Rispettala come un fiore che aspetta la luce dell’amore.
Sii questo per lei, e poiché questo deve essere lei per te,
ringraziate insieme Dio,
che vi ha concesso la grazia più luminosa della vita!

(S. Agostino)

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domenica 29 gennaio 2023

Sulla conoscenza di Dio

 

Interrogai sul mio Dio la mole dell’universo, e mi rispose:
"Non sono io, ma è lui che mi fece".
Interrogai la terra, e mi rispose: "Non sono io";
la medesima confessione fecero tutte le cose che si trovano in essa.

Interrogai il mare, i suoi abissi e i rettili con anime vive;
e mi risposero: "Non siamo noi il tuo Dio; cerca sopra di noi".

Interrogai i soffi dell’aria, e tutto il mondo aereo
con i suoi abitanti mi rispose:
"Erra Anassimene, io non sono Dio".

Interrogai il cielo, il sole, la luna, le stelle:
"Neppure noi siamo il Dio che cerchi", rispondono.

E dissi a tutti gli esseri che circondano le porte del mio corpo:
"Parlatemi del mio Dio; se non lo siete voi,
ditemi qualcosa di lui": ed essi esclamarono a gran voce:
"È lui che ci fece".

Le mie domande erano la mia contemplazione;
le loro risposte, la loro bellezza.

Allora mi rivolsi a me stesso. Mi chiesi: "Tu, chi sei?";
e risposi: "Un uomo".

Dunque, eccomi fornito di un corpo e di un’anima,
l’uno esteriore, l’altra interiore.

A quali dei due chiedere del mio Dio,
già cercato col corpo dalla terra fino al cielo,
fino a dove potei inviare messaggeri,
i raggi dei miei occhi?

Più prezioso l’elemento interiore.

A lui tutti i messaggeri del corpo riferivano,
come a chi governi e giudichi,
le risposte del cielo e della terra
e di tutte le cose là esistenti,
concordi nel dire: "Non siamo noi Dio",
e: "È lui che ci fece".

L’uomo interiore apprese queste cose
con l’ausilio dell’esteriore;
io, l’interiore, le ho apprese, io,
io, lo spirito,
per mezzo dei sensi del mio corpo.

 da "Le Confessioni di S. Agostino"

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martedì 30 agosto 2022

La strada verso Gerusalemme

 

Il peso della nostra debolezza
ci fa scendere verso le realtà di quaggiù;
il fuoco del tuo amore, Signore, ci eleva
e ci porta verso le realtà di lassù.
Ci arriviamo con lo slancio del cuore,
cantando i salmi delle ascensioni.
Bruciamo del tuo fuoco,
il fuoco della tua bontà; è lui che ci trasporta.
Dove ci fai salire così?
Verso la pace della Gerusalemme celeste.
“Quale gioia, quando mi dissero:
"Andremo alla casa del Signore"” (Sal 122,1).
Ci farà arrivare fin là niente altro che il desiderio
di abitarvi per sempre.
Finché siamo nel corpo camminiamo verso te.
Quaggiù non abbiamo una città stabile;
cerchiamo senza sosta la nostra casa
nella città futura (Eb 13,14).
Mi guidi la tua grazia, Signore,
nel profondo del cuore per cantare il tuo amore,
mio Re e mio Dio…
E ricordandomi della Gerusalemme celeste,
il mio cuore vi salirà: verso Gerusalemme,
mia vera patria, Gerusalemme mia vera madre (Gal 4,26).
Sei il suo Re, la sua luce, il suo difensore,
suo protettore, suo pastore; sei la sua gioia eterna;
la tua bontà è la sorgente di tutti i suoi beni ineffabili…,
tu che sei il mio Dio e la mia divina misericordia.

Sant'Agostino

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Trasfigurazione del Signore

  E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce (Mt 17,2). Gesù: vedert...